Claudio Moffa è stato ricercatore e professore ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo dal 1985 al 2018. Divenuto professore ordinario nel 2000, dal 2006 ha insegnato Storia delle relazioni internazionali. Nello stesso anno ha fondato il Master “Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente”, segnalato anche da Il Sole 24 Ore il 22 giugno 2015, che ha diretto fino al 2018.
Nel corso della sua attività di giornalista e opinionista ha collaborato con numerose testate e riviste italiane e straniere, tra cui Le Monde diplomatique, Politique Africaine, Limes, Giano, Africa, Rai 3 e Temi Romana, rivista di giurisprudenza dell’Avvocatura romana. In qualità di analista di questioni internazionali ha inoltre collaborato con Il Manifesto, La Stampa, i Giornali Radio Rai e Rai News 24.
Nel 1985 ha curato per la Rai, con Grazia Levi e la regia di Orietta Borgia, il ciclo di trasmissioni Africa tra mito e storia. Le puntate, interpretate da diversi attori, proponevano testi e testimonianze di esploratori, politici dell’età coloniale e storici, offrendo una ricostruzione critica della rappresentazione europea del continente africano.
Tra le sue opere principali figura L’Africa alla periferia della Storia, dedicata alla funzione delle etnie nella storia africana e all’incidenza dei fattori geografici ed ecologici sui processi di sviluppo del continente. Il volume ha ricevuto, alla metà degli anni Novanta, il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri. Pubblicato in Italia dagli editori Guida e Aracne, è apparso in Francia presso L’Harmattan, con una prefazione della storica Catherine Coquery-Vidrovitch.
Uno dei principali ambiti delle sue ricerche è stato il rapporto tra questione nazionale e diritto di autodeterminazione dei popoli. Moffa ha affrontato questi temi respingendo interpretazioni eccessivamente schematiche, considerate inadeguate rispetto alla complessità dei popolamenti “a macchia di leopardo” presenti in numerose regioni esterne all’Europa occidentale. Da questa impostazione deriva il recupero delle soluzioni federalistiche e di alcune elaborazioni storiche del problema, tra cui il “diritto di codecisione” teorizzato dall’austromarxista Karl Renner.
Questi argomenti sono stati approfonditi nel fascicolo dei Quaderni Internazionali intitolato Per una rilettura del diritto di autodecisione dei popoli, curato da Claudio Moffa nel 1989, e successivamente nell’articolo Popoli senza Stato e ideologi senza cervello, pubblicato da Limes nel 1999. Nelle sue analisi ha inoltre richiamato la riflessione del giurista liberale Gideon Gottlieb sulle successioni di secessioni che accompagnarono la dissoluzione della Federazione jugoslava negli anni Novanta.
Moffa si è occupato approfonditamente anche del fenomeno migratorio, ricoprendo il ruolo di direttore internazionale e consigliere scientifico di due progetti di ricerca finanziati dalla Commissione europea e da un gruppo di regioni italiane e straniere, tra cui l’Abruzzo. Da queste ricerche è nato il volume La favola multietnica. Per una critica alla “sociologia dell’immigrazione facile”, pubblicato da L’Harmattan nel 2002, al quale si sono aggiunti numerosi saggi, interventi e relazioni presentati in convegni e dibattiti.
Nelle sue analisi Moffa si è espresso a favore di una regolamentazione dei flussi migratori e del rimpatrio degli immigrati irregolari. Ha interpretato l’immigrazione anche attraverso la categoria marxiana dell’“esercito industriale di riserva”, sostenendo che la presenza di una vasta disponibilità di manodopera a basso costo possa contribuire alla compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori. La sua posizione si fonda pertanto su una critica sociale ed economica delle politiche migratorie ispirate al principio del laissez-faire.
A partire dalla crisi economica esplosa nel 2006 e dall’espansione dei processi di finanziarizzazione dell’economia, sviluppatisi soprattutto dagli anni Novanta a discapito del capitalismo produttivo, Moffa ha dedicato numerosi studi alle origini e alle conseguenze della crisi. Tra il 2007 e il 2015 ha presentato diverse relazioni sul tema, confluite soprattutto nel volume Rompere la gabbia. Sovranità monetaria e rinegoziazione del debito contro la crisi, pubblicato da Arianna Editrice nel 2013.
Il libro, presentato presso l’Università di Teramo e in numerose città italiane, si richiama anche agli studi di economisti critici come il premio Nobel Maurice Allais, sostenitore dell’attribuzione esclusiva agli Stati del potere di emissione monetaria. Secondo questa prospettiva, lo sviluppo della moneta elettronica avrebbe progressivamente ridotto il controllo pubblico sull’emissione monetaria. Moffa ha pertanto sostenuto la necessità di recuperare il monopolio statale della creazione della moneta, distinguendo questa proposta sia dall’uscita dall’euro sia dall’introduzione di una doppia circolazione monetaria.
Gli studi che hanno attraversato l’intera carriera di Claudio Moffa riguardano soprattutto la politica estera italiana e la storia delle relazioni internazionali. A questo ambito appartiene il volume La politica mediterranea italiana, pubblicato da Aracne nel 2018.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla figura di Enrico Mattei: dalla metanizzazione dell’industria italiana nel secondo dopoguerra alla cooperazione con i paesi produttori di petrolio, comprese le esperienze politiche più radicali del mondo arabo, come l’Egitto di Nasser e il Fronte di Liberazione Nazionale algerino.
Nel volume Enrico Mattei: il coraggio e la storia, pubblicato a Roma nel 2006, Moffa ha presentato documenti inediti riguardanti il fondatore dell’ENI e, in particolare, i suoi rapporti con Israele. L’analisi si concentra su due momenti di crisi: la guerra di Suez del 1956 e la lettera minatoria ricevuta nel 1961 dall’Organisation de l’armée secrète, organizzazione antigollista legata a Jacques Soustelle.
Tra gli altri contributi dedicati a Mattei figurano Mattei, contro l’arrembaggio al petrolio e al metano e L’attualità di Mattei, nel quale la figura dell’imprenditore impegnato nello sviluppo produttivo viene posta a confronto con quella del finanziere speculativo Bernard Madoff. Questi studi hanno costituito parte integrante dei corsi di Storia delle relazioni internazionali e di Storia del diritto internazionale tenuti da Moffa presso l’Università di Teramo fino al 31 ottobre 2018.
Nel corso di oltre quarant’anni di attività, inizialmente come giornalista professionista e, dal 1985, come ricercatore e docente universitario, Claudio Moffa ha organizzato numerosi convegni, seminari e incontri con studiosi ed esperti. Le iniziative sono state realizzate sia nell’ambito del Master Enrico Mattei, sia all’interno dei corsi universitari, sia come parte della sua attività pubblicistica.
I principali temi affrontati hanno riguardato l’immigrazione, i conflitti dello spazio mediterraneo e mediorientale, alcuni aspetti fondamentali dell’ordinamento costituzionale italiano e le principali trasformazioni del diritto internazionale nelle due fasi storiche successive alla Seconda guerra mondiale: il periodo compreso tra il 1945 e il 1990, segnato dalla contrapposizione della Guerra fredda, e quello apertosi dopo il 1990.
I rapporti periodici forniti dalla piattaforma Academia.edu mostrano inoltre che diversi suoi saggi continuano a essere consultati, nonostante la loro data di pubblicazione, sia in Italia sia in altri paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Canada, Francia, Spagna e Regno Unito. Alcuni dei suoi contributi sono stati pubblicati anche in lingua inglese e francese.
